Il lifting facciale, una volta considerato un intervento per chi aveva superato i 60 anni o per le celebrità, sta cambiando decisamente faccia. Oggi, in Italia, molti giovani tra i 19 e i 35 anni scelgono di ricorrervi. Un fenomeno che balza all’occhio osservando i social, pieni di foto “prima e dopo” e racconti del post-operatorio. Insomma, non è più solo una questione di età avanzata: dietro al lifting si nasconde la voglia di un volto più armonico, spesso influenzato – e diciamolo – da modelli estetici uniformati e filtrati.
Qualche anno fa, il lifting era roba rara, soprattutto per chi aveva una certa età. Ora, però, la sfida con la propria immagine digitale spinge molti giovani a pensarci davvero. Filler e Botox sono diventati talmente comuni che non bastano più; serve qualcosa di più profondo. Qui entra in gioco il Deep Plane Facelift, capace di intervenire sui tessuti sottostanti. Molto spesso chi arriva a questa decisione lo fa dopo anni passati tra trattamenti meno invasivi, magari stanco di risultati innaturali o delusi da effetti temporanei. Per esempio, rimuovere quel gonfiore da acido ialuronico in eccesso è una delle ragioni che spingono tanti. Ecco perché: non si tratta solo di cancellare i segni del tempo, ma di ridefinire contorni chiari – soprattutto su zigomi e area perioculare – un trend evidente nei dati nazionali.
Il profilo dei giovani e le ragioni dietro la scelta del lifting
Oltre il 40% degli interventi di lifting in Italia riguarda persone tra i 19 e i 35 anni. Una percentuale alta, se si pensa che in altri paesi europei o negli Stati Uniti la popolazione più interessata è più matura. Il motivo? Lo sguardo fisso sui social media e l’attenzione all’aspetto fin da giovani. Negli ultimi tempi, l’età media dei pazienti si è abbassata di 10-15 anni rispetto a prima. Molti di questi ragazzi hanno fatto largo uso di filler e simili, ma spesso si trovano con accumuli innaturali o squilibri dati dall’uso continuato di acido ialuronico. Così cresce la richiesta di interventi chirurgici più stabili e duraturi.

Tra le tecniche più gettonate spiccano il lifting temporale e quello del terzo medio del viso, pensati per dare tono e volume a guance e contorni occhi, senza toccare collo e mandibola – zone più soggette all’invecchiamento avanzato. Interessante notare la differenza tra generi: gli uomini, solitamente, prediligono correzioni discrete attorno allo sguardo, evitando risultati troppo evidenti. Le donne, invece, sembrano più aperte a effetti marcati e visibili. Un altro dettaglio spesso sottovalutato riguarda la differenza tra medicina estetica e chirurgia estetica: la prima gioca un ruolo più preventivo e rigenerativo, mentre la seconda si pone come intervento più impegnativo e invasivo, da non sottovalutare.
I rischi del lifting e l’importanza di scegliere strutture qualificate
Un aspetto da considerare con attenzione: il lifting facciale è ben diverso dai trattamenti ambulatoriali come filler o Botox, meno invasivi e relativamente veloci. Qui la questione è seria, perché vicino ai tessuti da trattare si trovano i nervi facciali che regolano i movimenti espressivi. Un danno, anche piccolo, può portare a paralisi o asimmetrie difficili da correggere. Ecco perché rivolgersi a chirurghi esperti e strutture con sale operatorie idonee non è mai un optional. Chi punta a offerte low cost o si affida a cliniche estere – e ce ne sono parecchie – rischia complicanze gravi, come si è visto da recenti episodi in pazienti tornati con problemi importanti. Verificare le qualifiche, l’appartenenza a società scientifiche riconosciute e la qualità dell’assistenza post-operatoria conta più di quanto si pensi: piccole sfumature fanno tutta la differenza.
Un altro punto spesso sottovalutato riguarda le aspettative, costruite anche – e soprattutto – su immagini e racconti sui social. Il lifting non è mai un “tocco veloce e indolore”. Gonfiore, dolore e un recupero che può durare settimane: questi sono la norma, non l’eccezione. I risultati, quelli definitivi, si vedono solo dopo mesi. Per contro, i “thread lifting” o fili di trazione sottocutanei, sono una cosa a parte: meno invasivi, con effetti temporanei. Non vanno confusi con il vero lifting chirurgico. Insomma, informarsi bene è il primo passo, evitando di lasciarsi fregare da testimonianze parziali o immagini “truccate”.
Da qualche anno in Italia si nota un aumento della consapevolezza verso la trasparenza e la professionalità in chirurgia estetica. Il lifting, più che un semplice trattamento “bellezza”, è un vero e proprio intervento medico che richiede serietà e attenzione in ogni fase: dalla valutazione preliminare fino all’assistenza post-operatoria.