Chi vive in molte case sa bene che una stanza può restare fredda anche se il riscaldamento va a tutto gas. Un disagio comune, soprattutto quando, in più, le bollette energetiche aumentano. Il motivo? Spesso si nasconde in un dettaglio poco considerato: lo spazio tra gli armadi e le pareti esterne. Di notte, quando la temperatura esterna cala di colpo, succede qualcosa che si nota poco ma che influisce assai sul comfort di casa, soprattutto se la coibentazione scarseggia. Dietro i mobili si accumula aria fredda stagnante, e quella aria – diciamolo – favorisce la dispersione termica e la formazione di umidità. Spesso, però, i proprietari o chi ci abita se ne accorge solo troppo tardi.
Nei mesi più freddi soprattutto, in città, si nota che il problema non sta solo nell’efficienza del riscaldamento. Si tratta di dinamiche più sottili: l’aria che circola o – meglio – non circola dietro un armadio attaccato alla parete esterna crea un accumulo di umidità. Ne nasce condensa superficiale, che rovina il legno e può causare muffa. Un vero fastidio dentro casa, che precoce fa salire il consumo di energia e peggiora la qualità dell’aria. Quante volte ci si pensa, davvero?
Il motivo per cui gli armadi vicino alle pareti esterne peggiorano la temperatura interna
Mettere un armadio proprio attaccato alla parete esterna è una delle ragioni più frequenti per cui un ambiente diventa termicamente inefficiente. Qui nasce un’area di aria stagnante, senza ventilazione, che crea quel famoso ponte termico. Quando la notte si fredda, la parete perde calore più in fretta del resto della stanza. Così l’aria umida condensa sulla parete fredda, facendo infilare umidità ben nascosta e causando perdite di calore continue.

Un processo silenzioso, ma che fa danni nel tempo: il legno degli armadi, spesso in truciolato o compensato, si degrada piano piano. Le pareti, in particolare in stanze poco illuminate o in case con materiali isolanti non all’altezza, finiscono per mostrare muffa. Basta pensare alla differenza tra l’aria calda di casa, diciamo intorno ai 20°, e la parete, che può scendere fino a 10-12°. Questo sbilanciamento termico ha un peso reale sui consumi e sul benessere dentro casa.
Strategie per ridurre dispersioni e accumulo di umidità
Un semplice trucco è lasciare sempre un distanziamento minimo tra armadio e parete esterna: 5-7 centimetri sono già un buon margine per far girare un po’ d’aria. Credetemi, basta poco per evitare condensa e ridurre le perdite di calore. Per tenere questa distanza – dettaglio non da poco – si usano distanziatori semplici, in legno o plastica, che si trovano facilmente nei negozi specializzati.
Quando lo spazio manca, o per altri motivi non è possibile, c’è una buona alternativa: mettere pannelli isolanti termici dietro l’armadio o direttamente sulla parete. Materiali come polistirene estruso, pannelli riflettenti in alluminio, o il sughero – noto per le sue qualità naturali – si infilano facilmente e offrono un buon isolamento. Con spessori di 2-5 centimetri, questi pannelli diventano una vera barriera contro il freddo e l’umidità.
Ultima dritta: mai sistemare mobili davanti ai termosifoni. Questo blocca il calore e fa lavorare di più l’impianto. Nel Nord Italia – per dire, dalle parti di Milano – dove le prestazioni termiche delle pareti lasciano ancora a desiderare, ci si affida a questi piccoli accorgimenti, semplici ma efficaci per migliorare il comfort e risparmiare energia. Insomma, guardare con attenzione l’isolamento domestico è una strada che paga, anche senza lavori invasivi o spese esagerate.