Le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 non si limitano a confermare o cancellare vecchi bonus: il sistema di agevolazioni fiscali e incentivi cambia volto, specialmente per famiglie, lavoratrici, figli e persone in condizioni di fragilità. Il fulcro ora è l’ISEE, che diventa il metro principale per indirizzare i sostegni. Dalle parti di Roma così come in altre città, si cerca di adattare meglio le risorse alle reali necessità sociali e lavorative, mettendo mano anche a prassi consolidatesi nel tempo.
Chi abita in grandi città o in aree meno servite dal punto di vista dei servizi spesso si trova spaesato davanti al mosaico di misure a disposizione. Non bastano i numeri o le aliquote di detrazione: servono chiarezza su requisiti, tempi e modalità per fare domanda, che cambiano tra amministrazioni e categorie. Ecco perché molti finiscono per perdere dettagli importanti, non seguendo con costanza i cambiamenti nelle normative.
La situazione peggiora un po’ fuori dai grandi centri: in quelle zone dove le procedure burocratiche rallentano i tempi di accesso ai bonus. Passare attraverso l’aggiornamento dell’ISEE, rispettare i nuovi limiti di reddito e le scadenze riviste, diventa impegnativo. Chi vive nelle metropoli può percepire diversamente queste variazioni rispetto a chi abita in paesi di poche migliaia di abitanti, dove spesso la burocrazia pesa maggiormente, traducendosi in attese più lunghe e passaggi complicati.
Le misure dedicate a lavoratrici, famiglie e genitori
Se state pensando a un bonus una tantum per le donne lavoratrici, sappiate che la Legge di Bilancio non lo prevede: al contrario, punta su un pacchetto strutturato, con incentivi chiamati a durare nel tempo. Tra questi, spiccano quelli sulla maternità e sulle assunzioni al femminile, con una deduzione fiscale che può arrivare fino al 130% del costo sostenuto. Curioso è il ritorno degli incentivi specifici per i giovani e le donne assunti, validi per tutto il 2026, però ottenibili solo dietro una richiesta esplicita del datore di lavoro attraverso le procedure INPS.

Il bonus nuovi nati rimane in piedi, erogando un contributo una tantum da mille euro per ogni figlio nato o adottato dal 2025 in avanti, a patto che l’ISEE minorenni non superi i 40.000 euro. Importante il dettaglio dei 120 giorni entro cui va fatta domanda dopo la nascita o l’adozione – non una scadenza da sottovalutare. Anche il bonus asilo nido continua a sostenere le famiglie con bimbi piccoli: l’ammontare, che oscilla tra 1.500 e 3.600 euro all’anno, si basa sull’ISEE. Si può usare sia per pagare le rette sia per assistenza a domicilio, qualora ci siano patologie croniche gravi.
Il bonus mamme lavoratrici cresce, passando da 40 a 60 euro al mese per chi ha almeno due figli e dichiara un reddito entro i 40.000 euro annui. La novità è che viene erogato direttamente e senza bisogno di fare richiesta: se ne occupa il datore di lavoro, sempre tramite l’INPS. La legge ha poi allungato la possibilità di fruire del congedo parentale fino ai 14 anni del bambino e raddoppiato i giorni di permesso per la malattia dei figli. Cambiamenti che parlano alla vita di famiglie meno agiate o con situazioni lavorative precarie, specie nelle zone fuori dalle grandi città.
Incentivi per la casa, servizi essenziali e istruzione: conferme e tagli
Nel settore casa e utenze, alcune agevolazioni restano salde, mentre altre si arricchiscono di novità. Il bonus bollette, ad esempio, è confermato come misura una tantum da 200 euro per chi ha un ISEE fino a 25.000 euro. La cifra arriva con lo sconto in bolletta, ma solo a chi ha presentato la dichiarazione sostitutiva unica che certifica il reddito. Per gli elettrodomestici, c’è un voucher che copre fino al 30% del costo, con soglie più alte per chi guadagna di meno: le scadenze e la documentazione, però – come spesso succede – richiedono attenzione e precisione.
Nel campo delle ristrutturazioni si prosegue con i classici bonus per lavori e acquisto mobili: detrazione al 50% o 36%, a seconda dell’intervento. Un particolare interessante? Conservarsi bene le fatture e i documenti serve, perché il recupero avviene in dichiarazione dei redditi, senza dover presentare domande in anticipo. Difficile, ma non impossibile.
Dal lato istruzione, sono stati messi a disposizione 20 milioni di euro per un fondo che aiuta le famiglie con ISEE fino a 30.000 euro a comprare libri scolastici. È previsto anche un voucher fino a 1.500 euro per studenti di scuole secondarie paritarie, anche se – diciamo – i decreti che ne disciplinano l’erogazione sono ancora in attesa di uscire.
Tra i tagli segnaliamo la scadenza del Superbonus 110%, valido solo nelle aree colpite da terremoti, salvo proroghe limitate. Meno fortunato il bonus al 75% per le barriere architettoniche, non rinnovato. Impatto diretto su tanti progetti di restauro e rinnovamento, che devono ora fare i conti con una legislazione più stringente nel settore edilizio.
Come accedere ai bonus e i nuovi strumenti di sostegno sociale
Le modalità per accedere ai bonus variano parecchio, in base alla misura e al tipo di richiedente. Per molti incentivi legati all’ISEE aggiornato serve che il documento sia valido. Alcuni, come lo sconto sulle bollette o la Carta “Dedicata a Te”, arrivano automaticamente. Altri – pensiamo al bonus nascita o asilo nido – devono essere richiesti entro tempi precisi, tramite l’INPS.
Spesso dimenticati, invece, sono i bonus fiscali per ristrutturazioni e acquisti: qui non serve una domanda preventiva, ma bisogna avere tutta la documentazione e le prove di pagamento tracciate, da esibire nella dichiarazione dei redditi. Negli incentivi per assunzioni e sostegni alle madri, invece, spetta al datore di lavoro gestire tutto via INPS, senza disturbo per la lavoratrice.
La legge stanzia anche nuovi fondi per categorie specifiche: genitori separati o divorziati, caregiver familiari. Questi ancora aspettano i decreti attuativi, ma già segnano una nuova attenzione verso chi vive condizioni di cambiamento abitativo e sociale. Aggiunta di 20 euro al mese per alcune pensioni in difficoltà economica: una cosa piccola, ma che fa la differenza per chi si trova in difficoltà.
Per quanto riguarda gli affitti brevi, la soglia che identifica l’attività d’impresa scende da cinque a tre immobili. La flat tax al 15% resta per lavoratori autonomi con redditi alti. Cambiamenti da tenere d’occhio perché toccano più settori e incidono sul potere d’acquisto già sotto pressione per molte famiglie in Italia.
Insomma, la riforma del 2026 disegna un welfare più mirato, con regole più precise e meno dispersive. Una realtà con cui chiunque si trova a fare i conti, tra scadenze da rispettare, procedure da seguire e nuovi criteri a cui adattarsi in un sistema che non è mai fermo.