Nel cuore di Perugia, un edificio storico ha assunto una nuova veste per offrire uno sguardo fresco sul mondo del cioccolato. L’ex Mercato Coperto, eretto nel 1932, ha cambiato pelle trasformandosi in uno spazio pensato per chi vuole immergersi nella storia e nella cultura del cacao. L’esperienza proposta va ben oltre la semplice esposizione: si tratta di un viaggio sensoriale dove la vista e l’olfatto giocano un ruolo da protagonisti, con informazioni approfondite sulle origini e l’evoluzione del cioccolato fino ai giorni nostri.
Il progetto, realizzato con un investimento che si aggira sui sei milioni di euro, rappresenta un esempio vivace di rigenerazione urbana. Diverse realtà pubbliche e private hanno lavorato insieme per dare vita a un polo tematico destinato a resistere nel tempo. La gestione, affidata a una società con un mandato trentennale, suggerisce la volontà di mantenere continuità e stabilità all’attrazione. E il valore culturale e turistico pesa non poco per l’Umbria, terra da sempre sinonimo di prodotti di qualità e artigianato radicato.
Un percorso tra memoria e innovazione
Il museo si estende su 2.800 metri quadrati, distribuiti su due livelli. Sono stati progettati con cura per accompagnare ogni visitatore in un percorso che non è solo informativo, ma coinvolgente. Al piano superiore, si entra in un ambiente digitale che ricrea i suoni e l’atmosfera di una foresta tropicale, area di origine della coltivazione del cacao. Ecco un modo chiaro per comprendere quanto sia importante – a livello geografico e ambientale – questa pianta, che ha radici molto lontane. Attraverso installazioni interattive e opere esposte si ripercorre la lunga storia del cacao, dalle civiltà precolombiane, dove era considerato sacro, fino alle corti europee che lo trasformarono in simbolo di lusso e raffinatezza.

Al piano inferiore, invece, ci si immerge in una fedele ricostruzione di una piantagione: cabosse appese, dettagli che illustrano fermentazione ed essiccazione delle fave di cacao. Qui spiccano anche fotografie provenienti da una piantagione venezuelana, con un omaggio particolare alle donne che lavorano nei campi. La presenza di un laboratorio bean to bar rende l’esperienza ancor più tangibile, offrendo l’opportunità di creare personalmente la propria tavoletta di cioccolato. Un tocco pratico che si fonde bene al lato educativo.
Guardando alla vita quotidiana di Perugia, si percepisce come un progetto del genere mantenga viva non solo la memoria storica, ma anche la connessione con il territorio e la tradizione dolciaria locale, elementi che compongono l’identità profondamente radicata del posto.
Il museo tra sostenibilità e ricerca
Non si tratta soltanto di narrare il passato: il museo affronta anche tematiche attuali come la sostenibilità ambientale e la salvaguardia della biodiversità. Grazie a visori speciali, si può esplorare virtualmente una piantagione in Ecuador, dove attive iniziative supportano le comunità locali impegnate nella coltivazione del cacao. Il messaggio è chiaro: un modello produttivo responsabile sta diventando sempre più centrale nel mondo dell’alimentazione.
Notevole è il laboratorio scientifico che si dedica alla selezione dei tipi di cacao più pregiati, non solo per la qualità organolettica ma anche seguendo criteri di sostenibilità e diversità genetica. Questi sono aspetti determinanti per garantire un futuro della coltivazione, e non si tratta di cose banali. Il laboratorio fa parte di una rete internazionale di ricerca, un dettaglio spesso poco noto in città, ma che sottolinea il ruolo di Perugia e dell’Umbria nel panorama scientifico mondiale.
Per stimolare l’interesse delle nuove generazioni, sono stati allestiti spazi ludici e interattivi dove i bambini imparano il percorso dal cacao al cioccolato. C’è anche un’area dedicata agli effetti positivi del cacao sul corpo, frutto di collaborazioni con esperti del settore salute e nutrizione.
Tra arte, design e gusto
Spazio ampio nel museo è riservato all’impatto del cioccolato sulla cultura e sull’arte contemporanea. Un abito realizzato con tessuto ispirato al cacao dimostra il forte legame tra materia prima e creatività. Inoltre, una selezione di opere mostra come il cioccolato abbia ispirato numerose forme d’arte italiane. Da non perdere le curiosità design, come la forma della bottiglia di una famosa bevanda che richiama quella della cabossa.
Le mostre temporanee si concentrano anche sui produttori internazionali, con un occhio di riguardo verso paesi come la Colombia, dove programmi di sostegno coinvolgono piccole comunità agricole. Insomma, il cioccolato rivelato come un vero e proprio veicolo di sviluppo sociale e culturale.
La visita si conclude nel Choco Shop, uno dei più grandi negozi dedicati al cioccolato, con una vasta scelta di marchi artigianali e internazionali. I locali commerciali affacciano su una terrazza panoramica con un bar dove si possono gustare creazioni originali, unendo sapore e paesaggio in un’atmosfera che rinforza il legame tra Perugia e la sua tradizione dolciaria, riconosciuta ovunque.